Ogni anno è attesa per il loro ritorno, rimanendo in ascolto dell’inconfondibile canto…   
un “Turlip” che quando si fa sentire, tocca l’anima.

"UN OCCHIONE DI RIGUARDo"
PROGETTO DI CONSERVAZIONE dedicato all'occhione

L’Oasi Naturalistica di Isola Sant’Antonio ospita dal 2014 una coppia nidificante di Occhione (Burhinus oedicnemus), limicolo migratore dalle abitudini crepuscolari notturne.

La specie è inserita in All. IV della Direttiva Habitat 92/43 cee, necessita di accurati progetti di monitoraggio e di conservazione al fine di mantenere la sua presenza nel territorio. 
E’ un simbolo di biodiversità.

L’occhione arriva qui sul Po e nei pressi dell’Oasi a inizio marzo, per poi ripartire per la migrazione verso l’Africa in genere a fine agosto/inizi di settembre, ma alcuni individui rimangono nel territorio anche fino a dicembre. Il suo ambiente ideale per vivere e nidificare è, ad esempio, quello a stretto contatto con il fiume, lungo i greti, tra i sassi, che gli garantiscono un’ottima scenografia per potersi nascondere, rimanendo perfettamente davanti agli occhi dei predatori. L’occhione infatti è un animale criptico, sfrutta cioè  il suo piumaggio estremamente mimetico per questa tipologia di ambienti, e un comportamento (anche nei movimenti)  perfettamente elusivo per scomparire dallo sguardo di possibili predatori o disturbatori umani. Proprio per questa sua strategia, che lo rende difficile da trovare e vedere, è stato da sempre considerato un “mito” e diverse sono le storie collegate al suo affascinante mistero di “invisibilità”.

Dal 2014 ci occupiamo del monitoraggio costante della specie sia all’interno dell’Oasi che all’esterno, al fine di assicurare protezione e di poter studiare da vicino le esigenze, i comportamenti riproduttivi (e non solo!) di questo animale.

Nel corso di questi anni abbiamo raccolto moltissimi dati, anche inediti, sul suo comportamento, soprattutto durante la delicata fase riproduttiva. Rimanendo molto in disparte, rispettando la sua indole delicata e sensibile ad ogni minimo disturbo (naturale e antropico). Con il passare dei giorni e degli anni abbiamo imparato tantissimo su di lui, arrivando ad avere con la specie un legame davvero speciale, potremmo dire di forte connessione. 
Sono animali incredibili, forti e delicati allo stesso tempo e assolutamente perfetti. In grado di superare ostacoli enormi.

Il nostro viaggio alla scoperta e tutela dell’occhione parte dalla volontà forte di andare oltre chi ci diceva “ma quello che volete proteggere è solo un uovo!” Riteniamo, infatti, che solo la conoscenza approfondita e rispettosa di una specie può portare alla progettazione di misure di tutela e conservazione idonee ed efficaci, anche valide per altre specie del territorio.
Grazie alla stretta collaborazione con l’Ente di gestione delle Aree Protette del Po vercellese alessandrino è stato strutturato un progetto di conservazione volto, da una parte, a continuare lo studio sulla specie e, dall’altro, ad attuare conseguentemente azioni mirate alla conservazione del suo habitat e del sito di nidificazione, altrimenti destinato a scomparire.

Curiosità
durante la fase di cova entrambi i genitori collaborano a tenere al caldo le uova, scambiandosi di posto ad orari ben precisi e molto puntuali! I piccoli, ancora nell’uovo, riescono a comunicare con i genitori poco prima della schiusa. Questo genere di comunicazione viene poi mantenuta e rafforzata durante la crescita, sviluppando “messaggi” e comportamenti specifici tra adulti-giovani che consentono loro di interagire anche senza vedersi. Per sfuggire ai predatori, nel momento della loro vita in cui non possono volare, i giovani occhioni in caso di pericolo si accovacciano stretti al terreno, assumendo una posizione che, aiutata dal particolare colore mimetico, li fa assomigliare a dei veri e propri sassi!  Il nome “occhione” deriva proprio dal sua caratteristico occhio giallo, in grado, come solo i notturni sanno fare, di vedere quando altri animali (uomo compreso) non possono…ovvero di notte!

Ogni anno è attesa per il loro ritorno, rimanendo in ascolto dell’inconfondibile canto… un “Turlip” che quando si fa sentire tocca l’anima.  Attesa del successo per la loro riproduzione. Attesa emozionante nel carpire l’esatto momento in cui il giovane è davvero pronto per compiere il suo primo volo e viaggio di vita e poi l’attesa della partenza, già gustando nuovamente l’attesa del loro ritorno.

Se vuoi scoprire quanto abbiamo fatto, conoscere alcune storie su questa specie davvero stupenda, magica, il cui comportamento, ancora ricco di misteri, riesce sempre a stupire e a emozionare… clicca qui!

occhione
(burhinus oedicnemus)

  • Dimensioni: 38-45 cm, con 88 cm di apertura alare
  • Elemento distintivo: colore criptico
  • Dove si trova (areale): Europa, Asia, Africa
  • Cibo: ortotteri, libellule, chiocciole, vermi, altri insetti
  • Nido: una leggera depressione del terreno in un luogo molto brullo, arido. Se nidifica vicino a fiumi sceglie come luogo il greto, aree con sabbia, ghiaia e soprattutto sassi, senza aggiungere materiale. Nidifica anche in pascoli, incolti e seminativi tardivi
  • Covata: in genere 2, massimo 3 uova marroncine con disegni neri, perfettamente mimetiche. Depone in genere a metà marzo. Può effettuare una seconda covata di rimpiazzo verso agosto
  • Caratteristiche ed etologia della specie: migratore, limicolo dalle abitudini crepuscolari, notturne. Si muove “a pedina” per confondere i predatori. Durante la riproduzione la coppia rimane in genere isolata, mentre in fase di migrazione o durante l’inverno la specie si può spostare anche in gruppi numerosi, sostando nei campi arati, dove sfrutta sempre il suo perfetto mimetismo
  • Conservazione: mantenere ambienti di golena, con spazi aperti e brulli, con sassi, privi di vegetazione, per consentire di avere punti idonei alla specie per nidificare e nascondersi. Sensibile al disturbo antropico (caccia, fuoristrada, cani), sia lungo i greti  che negli altri possibili ambienti  di nidificazione

GLI UCCELLI DELL'OASI NATURALISTICA DI ISOLA SANT'ANTONIO (AL)

  • Abbiamo realizzato, con la collaborazione della Dott.ssa Laura Gola dell’Ente di gestione delle Aree Protette del Po vercellese-alessandrino e con il Dott. Fabio Casale, una pubblicazione in cui si riporta un elenco commentato degli uccelli noti per l’Oasi naturalistica di Isola Sant’Antonio (AL) aggiornato al 28/02/2017 fornendo dati di sintesi relativi alle attività di monitoraggio condotte con regolarità in anni recenti (2014-2017).
  •  I dati sono stati raccolti sia attraverso revisione bibliografica sia attraverso attività di ricerca diretta sul campo. L’avifauna dell’Oasi Isola Sant’Antonio annovera 159 specie delle quali 43 nidificanti certe o probabili in tempi recenti (dopo il 2000), 31 di interesse comunitario (Allegato I della Direttiva “Uccelli”), 53 SPEC – Species of European Conservation Concern secondo BirdLife International. 
  • L’area è importante per la nidificazione di fistione turco (Netta rufina), tarabusino (Ixobrychus minutus), cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus), pavoncella (Vanellus vanellus), occhione (Burhinus oedicnemus), sterna (Sterna hirundo), come luogo di sosta per numerose specie di interesse conservazionistico legate agli ambienti acquatici e per la presenza di un significativo roost di 200-300 individui di garzetta (Egretta garzetta).
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RIQUALIFICAZIONE DI BOSCHI E ZONE UMIDE DI SITI NATURA 2000 IN AREE FLUVIALE - PSR 2014/2020

  • Nell’operazione 4.4.3 “Salvaguardia, ripristino e miglioramento della biodiversità” sono stati strutturati, in stretta collaborazione con l’Ente di Gestione delle Aree protette del Po vercellese alessandrino, interventi e azioni volte al miglioramento ambientale all’interno dell’Oasi Naturalistica di Isola Sant’Antonio, funzionale per incrementare la biodiversità presente
  • Sono state attuate attività di rilievo dell’avifauna presente, in particolare moretta tabaccata (Aythya nyroca), occhione, averla piccola (Lanius collurio), sterna comune
  • Sono stati effettuati monitoraggi sulla presenza, confermata, della Licena delle paludi (Lycaena dispar

Accanto a queste azioni, dal 2014 viene effettuato un monitoraggio quotidiano e costante sui lepidotteri, in particolare lungo il transetto denominato “Via delle farfalle“, che ha rilevato ad oggi un totale di 67 specie, di cui 38 farfalle e 26 falene.

studi sui pipistrelli presenti in oasi

  • Dal 2015 in oasi viene effettuato un periodico monitoraggio sulla presenza di chirotteri condotto dall’associazione CHIROSPHERA, mediante anche l’uso di bat detector automatici BatLogger Elakon AG e SM2 Wildlife Acustic
  • Il monitoraggio, dal tramonto all’alba, ha identificato le 15 specie a partire dalle sequenze acustiche registrate, rilevando molti contatti acustici che denotano una buona chirottocenosi (Myotis) grazie alla varietà di ambienti e la conservazione delle foreste, idonee come rifugio e cibo

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Specie fino ad ora censite: Nyctalus noctula (Nottola Comune), Noctula (Nottola Comune), Hypsugo savii (Pipistrelli del Savi), Pipistrellus Kuhlii (Pipistrello albolimbato), Pipistrellus pipistrellus (Pipistrello nano), Pipistrellus nathusii (Pipistrello di Nathusius), Eptesicus serotinus (Serotino comune), Myotis bechsteinii (Vespertilio di Bechsteinii), Myotis mystacinus (Vespertilio mustacchino), Myotis emarginatus (Vespertilio smarginato), Myotis daubentonii (Vespertilio di Daubenton), Plecotus auritus (Orecchione bruno), Myotis myotis (Vespertilio maggiore), Myotis blythii (Vespertilio minore), Rhinolophus ferrumequinum (Ferro di cavallo maggiore)